Piano Annuale per l’Inclusività (C.M. sociale) importante attuare un intervento “speciale“ così da portare il soggetto a soddisfare i suoi bisogni. L’organizzazione Mondiale della Sanità sostiene infatti che la salute non è assenza di malattia, ma benessere, bio-psico-sociale. L’ Equità: che sta nel valorizzare le differenze per realizzare forme di differenziazione e di, compensazione per il raggiungimento di situazione di uguaglianza degli alunni, ovvero dando di più a. chi ha di meno, per poi agire in modo efficace e partecipativo con la classe. È importante che la scuola italiana giunga ad un approccio integrativo tramite una didattica pienamente, Un bisogno educativo normale diventa speciale, Il concetto di “Bisogno Educativo Speciale”, (BES) o “Special Educational need” (SEN), appare nei documenti. I criteri per l’assegnazione sono: • numero di alunni con BES, DSA, disabilità, stranieri, • orari per lavori di gruppo entro la classe, • orario di lavoro del personale specializzato, • orario per attività di personalizzazione e individualizzazione. 1. La prospettiva della scuola italiana, rispetto all’inclusività va nella stessa direzione, ovvero verso una scuola inclusiva in cui si estendano i diritti, di individualizzazione e personalizzazione. Importante è analizzare il, concetto di “problematicità” per poter giungere ad un intervento speciale, mentre nel caso di “diversità”, potrebbe essere adottato un atteggiamento di valorizzazione e tutela che non autorizza tuttavia a intervenire, Maggiore corresponsabilizzazione degli insegnanti curricolari rispetto alla tendenza a delegare a quelli, Un punto strategico riguarda il coinvolgimento esplicito di tutti docenti nel progettare e realizzare una didattica, generalmente più inclusiva e forme specifiche di personalizzazione (Piani Didattici Personalizzati). Il PDP è un documento che contiene dati sensibili e deve essere quindi gestito seguendo adeguate procedure: va conservato in locale protetto, accessibile solo a persone autorizzate, e ci sarà il divieto di effettuare copie, per uso personale, a parte quella per i genitori. Al centro di tutto vi è lo sforzo congiunto di scuola e famiglia. Il piano educativo individualizzato - Dario Ianes – Sofia Cramerotti, D. Ianes, S. Cramerotti, Alunni con BES: Bisogni Educativi Speciali (riassunto), Alunni con BES - Bisogni Educativi Speciali, Il piano di vita individualizzato - progetto di vita, Riassunto del libro "La speciale noramlità" di Ianes. utilizzando il restante 20% in èquipe a sostegno e consulenza delle singole scuole, per tutti i BES. percorso di formazione perché è assolutamente irrealistico pensare che si sviluppino autonomamente. Il dirigente procederà all’assegnazione delle. ma esistono anche altre, difficoltà di origine sociale ed economica: povertà, deprivazione culturale, difficoltà lavorative ecc. Per lo svolgimento delle, proprie attività e la comunicazione con l’esterno, sia i CTS che il MIUR attiveranno siti web con sezioni, riservate alle famiglie degli alunni con BES. tenuti in considerazione i limiti di questo approccio, per cercare di renderli meno determinante possibile. EDUCATIVO SPECIALE (BES), con il quale riconosce come ciascun alunno, per differenti motivi, transitori o permanenti, possa necessitare di una modalità di insegnamento personalizzata. razionalizzare le risposte organizzative, semplificare l’organizzazione didattica ed educativa (standard). Il termine “collaborazione”, con la famiglia indica un ruolo diverso, ma nonna subalterno, della famiglia rispetta quella delle soggetti. La critica al concetto di “speciale“ va tenuta in considerazione: in questo approccio, che si rifà alle analisi di. La presenza di alunni con difficoltà è in aumento; però accanto a questo aumento, oggettivo, dobbiamo tener conto di altri fenomeni: da un lato la sempre maggiore capacità di individuazione, di tali disturbi/difficoltà da parte di psicologi e neuropsichiatri e altre figure professionali; dall’altro, si, riscontra una maggiore capacità osservativa e interpretativa degli insegnanti, che riescono ad accorgersi sempre, meglio delle varie condizioni di criticità. Essendo uno strumento, il PDP va valutato prima di tutto in termini di, efficacia: deve funzionare, ossia essere idoneo a raggiungere gli obiettivi prefissati e modificare il modo di, insegnare, quindi comportamenti e procedimenti attivati a casa e a scuola da parte degli insegnanti. Nei casi analizzati in precedenza, la scuola l’obbligo, di predisporre un documento di programmazione specifico come conseguenza dell’individuazione dell’alunno, con disabilità o DSA. Foucault e Gramsci, il concetto e l’etichetta di “speciale” viene considerato negativo, svalorizzante, emarginante rispetto a particolari gruppi minoritari di persone che presentano una differenza rispetto alle. Ci sono state obiezioni e critiche mosse da gruppi di docenti che lamentano l’aumento del lavoro e per giunta, lo stipendio è tra il più basso in Europa. Questa linea di pensiero è, diventata attuale proprio grazie alla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e alla successiva Circolare. Essa offre quindi un vantaggio funzionale indiretto: l’abilità deficitaria non è recuperata ma si punta su sistemi, o strategie alternative per raggiungere analoghi risultati, anche in termini di autonomia. La prospettiva del, Modello Sociale e dei Disability Studies ha come focus la “Full Inclusion”, l’idea di una scuola inclusiva per, tutti gli alunni, che deve cambiare il suo approccio in modo radicale. Quali strumenti “COMPENSATIVI” per gli alunni con BES, La strategia compensativa è una risorsa molto importante perché per mezzo di essa è possibile superare, del. L’art. Così come per i DSA, anche per tutti i BES vale il principio della convenienza, che come abbiamo visto, è già insito nella stessa individuazione degli alunni per cui si decide di attivare. si è cercato di far coincidere per quanto possibile tutti questi organismi. È inclusivo per primo, è presente, apprende col sistema; rappresenta il reale collegamento. I GLI debbono all’inizio dell’anno coordinare le risorse, assegnate e distribuirle alle singole classi; a fine anno, gli stessi GLI valuteranno i risultati della qualità, dell’inclusione realizzata nella scuola. Il Piano Annuale per l’Inclusività (PAI): la Nota ministeriale del 27/06/2013, La normativa prevede che il PAI deve essere predisposto dagli GLI e deve essere approvato dal Collegio dei, docenti. • organizzare nel dettaglio e momenti della giornata scolastica che possono rivelarsi critici (entrata, uscita. Riassunto completo del libro di pedagogia speciale comprendente tutti i capitoli. Assegnare alle singole scuole, anche in rete, un organico funzionale di sostegno. • formazione totale: è la seconda azione. curriculari il progetto di inclusione aiutati dai docenti di sostegno). 3. con cui egli trova alimento ai suoi bisogni. Si tratta di, un aiuto necessariamente temporaneo inserito in un processo che porta a raggiungere obiettivi che da sole il, soggetto non avrebbe mai potuto raggiungere. costituisce un sovracarico per gli insegnanti, in quanto nel documento quest’ultimi devono indicare: • la data della delibera del Consiglio di classe; • le discipline per le quali sono necessari gli strumenti compensativi e/o dispensativi. migliorare il percorso scolastico, l’adattamento sociale e il benessere personale. del 2009 dotazione aggiuntiva di personale funzionale. Si considerino inoltre le situazioni di, alunni con disturbo del linguaggio che seguono percorsi logopedici extrascolastici:la collaborazione con le, figure specialistiche consentirebbe di proporre attività didattiche che si integrano in una presa in carico globale, Come intervenire e cosa fare con alunni con difficoltà di apprendimento non certificati, Il recente Decreto interministeriale del 17 aprile 2013 (così come già l’art.3 della Legge 170/2010) prevede e, riconosce la necessità di iniziative di identificazione precoce dei casi sospetti di DSA attraverso un percorso. La Legge 53/03 ha introdotto il principio della valutazione standardizzata, che è stata applicata secondo 2. Le interpretazioni delle cause sono differenti e diventa importante. Questo li spinge a prendersi cura dello, sviluppo del bambino, ma se le cure sono troppo eccessive si rischia di giudicare problematica una situazione, di sviluppo, ritardata o differente, che in realtà non è tale per l’alunno. sbocco una diagnosi clinica ed eventualmente misure di supporto segreganti e stigmatizzanti. Di anno in anno la situazione reale dell’integrazione è andata via via peggiorando per, il diffondersi di fenomeni di “pull-out“, “micro esclusioni“, nuove forme di isolamento degli alunni con, disabilità rispetto ai compagni di classe. Condizioni fisiche e fattori contestuali stanno agli estremi superiori e inferiori del, modello: la dotazione biologica da un lato e, dall’altro, l’ambiente in cui il bambino cresce, dove accanto ai, fattori esterni, come le relazioni, le culture, gli ambienti fisici ecc., egli incontra anche fattori contestuali. concretamente si sta sviluppando dal punto di vista strutturale e come si stanno sviluppando le varie funzioni, da quelle mentali a quelle motorie e di altro genere. Per chi non consegue il diploma, sarà rilasciato un attestato con la certificazione dei, crediti formativi maturati. 2. Una diagnosi. la personalizzazione degli interventi. attenzione su questi termini, per nulla equivalenti: • la compensazione, nei suoi vari aspetti, rappresenta un’azione che mira a ridurre gli effetti negativi. Adesso esempio una classe resiliente lo è nella misura, in cui i suoi alunni si vedano come persone competenti ed efficaci nell’apprendimento, definiscano e si, muovano verso obiettivi più possibile scelti autonomamente, vivano relazioni di cura autentiche con gli, Valorizzare la risorsa compagni di classe, Sempre più ci si rende conto che migliorare le dinamiche interne della classe, sostenere atteggiamenti pro, sociali, non serve solo a risolvere o prevenire situazioni di crisi (conflitti interni ingestibili) ma anche a, migliorare in generale il contesto di apprendimento. Il concetto di bisogno educativo speciale è una macrocategoria che comprende dentro di sé tutte le possibili, difficoltà educative-apprenditive degli alunni, sia le situazioni considerate tradizionalmente come disabilità, mentale, fisica, sensoriale, sia quelle di deficit attentivo, ad esempio, e altre varie situazioni di problematicità, psicologiche, comportamentale, relazionale, apprenditiva, di contesto socioculturale ecc. In particolar modo la Direttiva, ha il merito di intervenire direttamente e concretamente nel campo dei disturbi evolutivi specifici riconoscendo. La valutazione del bisogno educativo, speciale deve difendere il bambino tanto da un eccesso di preoccupazione, quanto da una scarsa, preoccupazione, da un non rilevare in anticipo possibili fonti di difficoltà e di scarso funzionamento educativo-, apprenditivo. essere soprattutto resistente, il semiasse di una tua mobile, che regge le ruote sopporta le buche e scossoni vari, è importante sia molto resiliente. I protocolli di azione sono: scheda di, segnalazione, verbale di accertamento, diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale, piano, educativo individualizzato con le indicazioni operativi per l’utilizzo e i relativi modelli, schede. che la progettazione didattico-educativa individuale, anche in assenza di un certificato clinico-diagnostico, apre la possibilità alla scuola di una messa in atto di interventi più precoci e maggiormente efficaci proprio, nella cornice evolutiva dello sviluppo e apprendimento delle abilità. all’autolesionismo ecc. La possibilità di avvalersi o meno della documentazione clinica per la redazione di un, PDP con strumenti didattici compensativi e dispensativi rappresenta un elemento di novità in ambito, scolastico, in quanto consente autonomamente agli insegnanti di organizzare e programmare una didattica, inclusiva che rispetti i tempi di acquisizione e di sviluppo delle abilità di ciascun alunno. L’insegnante e il genitore devono essere in grado di cogliere in tempo che qualcosa non va, che, il funzionamento del bambino e dell’alunno in qualche modo è negativamente condizionato. successo degli alunni con BES, per permettere alle famiglie di effettuare scelte scolastiche consone con quelle che sono le problematiche personali e famigliari di cui sono a conoscenza (l’orientamento è ritenuto infatti uno dei cardini per il successo formativo); sia per gli alunni con DSA sia per quelli con altri BES… Università. DSA. Si pensi a disturbi del comportamento gravi. Copyright © 2021 StudeerSnel B.V., Keizersgracht 424, 1016 GC Amsterdam, KVK: 56829787, BTW: NL852321363B01, Alunni con BES - Bisogni Educativi Speciali, Riassunto Didattica per i bisogni educativi speciali. La Magistratura ha affermato che le valutazioni di alunni, • nel caso in cui i docenti non abbiano rispettato il PDP concordato con la, • qualora non abbiano concesso gli strumenti compensativi, Ovviamente ciò non significa che gli alunni vengano direttamente promossi; significa che vanno sottoposti a, nuove prove con l’ausilio degli strumenti compensativi e dispensativi e che l’esito sarà quello conseguente alla. Anche nei fattori contestuali personali si possono, originare cause di bisogno educativo speciale: scarsa autostima, reazioni emozionali eccessive, scarsa, motivazione ecc. Nel caso degli alunni BES individuati autonomamente dalla scuola, senza quindi una certificazione clinica, occorre tutelare ancor di più la famiglia che deve firmare il PDP per. Riassunto L’Italia è stato uno dei primi paesi al mondo a stabilire nelle leggi l’inserimento degli ... (Ianes, Cramerotti, 2011). Questa modalità di, cooperative-learning consente, nel primo caso, al bambino in difficoltà di essere affiancato da coetanei vicini, al suo livello di apprendimento, e quindi di essere in grado di fornire risposte adeguate alle richieste, nel, secondo caso, invece, di disporre di modelli apprendimento di cui avvantaggiarsi. Per questo parliamo di. approfondimento della difficoltà e di successivo intervento di individualizzazione e di educazione speciale. In questi alunni, i bisogni educativi normali diventano bisogni, speciali, più complessi, per i quali è più difficile trovare una risposta adeguata che li soddisfi; infatti si parla, di “difficoltà di funzionamento”. Leggere le situazioni degli alunni attraverso il concetto di bisogno educativo speciale, fondato su base ICF, (classificazione del funzionamento, della disabilità e della salute) possa far fare al nostro sistema di istruzione, un significativo passo in avanti verso la piena inclusione. Alla scuola viene. strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA esso è bensì 10 strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progeftazioni didaffico educative calibrate sui livelli per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni minimi attesi con BES … allo studio, all’apprendimento e alla crescita personale e sociale. efficace, il piano dovrebbe contenere indicazioni: • Significative, ovvero individuare e selezionare le attività in grado di determinare effettivamente, • Realistiche, ovvero considerare attentamente i vincoli ed evitare di fare promesse che non si possono. • maggiore attenzione in aule con limitata capienza, elevati tassi di dispersione e abbandono. Alcune associazioni hanno proposto di rimandare in classe 80% degli attuali docenti per il sostegno. osservative, protocolli di accoglienza (BES, DSA, disabilità, ecc…), diario di bordo. Porta un curriculum agli eventi incentrati sulla carriera e un biglietto da visita con riferimento al tuo indirizzo LinkedIn o a un sito web con … Nelle classi ci possono essere anche soggetti con varie difficoltà, emozionali: timidezza, collera, ansia, inibizione ecc. Alunni con BES-Bisogni Educativi Speciali. In molte scuole si è, prodotta una forte resistenza per la sua formulazione. A parte, risparmio di tempo, si può ipotizzare anche un vantaggio in termini di logica e coerenza poiché è ben difficile, pensare che in una classe possono essere attivate contemporaneamente strategie diverse, e magari in. Attraverso le posizioni, di Maslow, Lewin e Murray in ambito psicologico e di Heidegger in ambito filosofico ci si può accostare al, concetto di bisogno non tanto inteso come mancanza, come deficit negativo, come stato di deficienza, quanto, una condizione ordinaria e fisiologica di interdipendenza la persona necessaria crescere e vivere. Una didattica, inclusiva deve realizzare apprendimento e partecipazione piena per tutti gli alunni, tenendo conto di tre, 1. Tali modelli descrivono solitamente gli stadi/fasi di, sviluppo in modo lineare ed evolutivo e, seppur non spieghino quali siano i meccanismi che consentono il, passaggio da uno stadio all’altro, rappresentano un punto di partenza operativo. benefici e costi, e analizzarli attentamente e alla fine il bilancio deve essere altamente positivo. come Bisogni Educativi Speciali e Inclusione (Ianes, 2005) e nel frattempo l’opera di tutela dei diritti degli alunni/e con dislessia, merito delle associazioni dei fami-liari, raccoglie i primi frutti con la Legge 170 … CAPITOLO 6 - Il piano didattico personalizzato (PDP) per gli alunni con BES, Per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali (BES) va redatto annualmente un documento di. In un contesto educativo la resilienza indica quindi la capacità, sia individuale, dell’alunno che collettiva della classe, di sostenere in modo positivo situazioni anomale o impreviste, a rischio, di stress. Un’ulteriore fonte di funzionamento educativo-apprenditivo difficoltoso è la partecipazione sociale; una, persona funziona bene se partecipa socialmente, se riveste ruoli di vita sociale in modo integrato e attivo. competenze compensative: non basta saper usare il computer quanto usarlo in modo maturo e critico. se adeguatamente affrontata, porta il soggetto a un “funzionamento unico“, con modalità originali o diverse. Facendo un esempio: i compagni di classe prenderanno appunti durante le lezioni e potranno usufruirne, successivamente durante lo studio a casa, mentre all’alunno dispensato, che non prenderà appunti, non resterà, nulla su cui studiare o ripassare. • rappresentano una semplice presa d’atto della situazione ma non modificano le competenze; • riguardano prestazioni, non obiettivi didattici; • hanno lo scopo di evitare che il disturbo o la difficoltà possa comportare un generale insuccesso scolastico con. L’obiettivo generale è quello di rendere più probabile il comportamento corretto l’azione positiva. Con questo possiamo, quindi, capire che le misure dispensative da un lato, agevolano l’alunno, alleggerendolo dalle difficoltà per lui insuperabili, ma allo stesso tempo lo privano della, possibilità di essere completamente autonomo se non vengono applicate unitamente agli strumenti. manifestano con problemi motivazionali, disturbi dell’immagine di sé e dell’identità. • è programmato verso l’estinzione raggiungendo l’autonomia. Il PDP non è un adempimento burocratico ma uno strumento di pianificazione che non deve trasformarsi in, una incombenza fine a sé stessa. Dalle, due classi di fattori contestuali, ambientali e personali, si possono originare varie combinazioni di BES. in Italia è stato superato degli anni 70. Il lavoro di tesi dal titolo “L¶inclusione degli alunni con µbisogni educativi speciali¶ «BES… La comprensione il più possibile profonda e completa del funzionamento educativo-apprenditivo di un, bambino sarà possibile solo se si mettono in relazione diversi aspetti dell’alunno in questione. Tuttavia è possibile descrivere in ambito evolutivo oltre ai DSA una, serie di condizioni cliniche che possono presentarsi isolatamente e limitano funzionalmente l’impiego delle, abilità linguistiche (disturbo specifico del linguaggio), delle abilità grosso e fini-motorie (disturbo di, coordinazione motoria,DCM), delle abilità visuo-spaziali (disturbo di apprendimento non verbale) e delle, abilità logico-cognitive (funzionamento intellettivo limite) e che possono produrre molti effetti negativi sul, percorso scolastico degli alunni, oltre a dare inizio a una serie di reazioni quali bassa autostima, scarsa.